L’impensabile può diventare possibile

Mi sento una donna in continua trasformazione. Il mio intento è quello di riconoscermi, di integrarmi ogni giorno di più e di allineare la mente al cuore, rimanendo quanto più possibile aperta e aderente alla vita, aldilà di quello che mi possa accadere. Si tratta quindi di un incessante percorso di consapevolezza personale, durante il quale ho avuto il coraggio di mollare di punto in bianco la mia vita apparentemente appagante, una bella casa, una buona attività, orari flessibili e la possibilità di raggiungere a piedi lavoro e luoghi di interesse in una delle zone più affascinanti di Roma, per seguire il desiderio del mio cuore e trasferirmi in piena campagna in una casa completamente da ristrutturare.

Qui ho scelto di mettermi completamente in gioco, decidendo di fare ciò che veramente mi piaceva e mi scaldava il cuore, ma c’era un problema: non avevo un mercato già disposto ad accogliere le mie passioni e questo avrebbe potuto comportare un fallimento, perdendo tutto quello che avevo costruito fino a quel momento. Ero a un bivio: trovarmi un’attività che mi garantisse delle certezze economiche o seguire il mio cuore fino in fondo andando incontro all’ignoto e rischiando il tutto per tutto. Dentro ho sentito che non ne potevo più di accontentarmi e di fare una vita di sopravvivenza, fingendo che tutto andasse bene, così ho scelto di saltare nel vuoto ed è nato Greppaldino, un sogno, un luogo, un folletto.

Mai mi sarei immaginata che un giorno potessi vivere in un posto che amo e portare avanti un progetto, un “sogno”, che mi scalda il cuore; né mi sarei immaginata di poter scrivere e di poter condividere i miei racconti, così come non mi sarei mai aspettata che le persone potessero rimanere colpite dalle mie storie e mi incitassero a scrivere e a pubblicare.

Ho iniziato a scrivere quasi per caso, in seguito a un seminario legato a degli insegnamenti sui nativi americani durante il quale ho scoperto la figura del cantastorie. Il suo ruolo era di raccontare storie che potevano offrire un punto di vista diverso, un’emozione o una consapevolezza in chi le ascoltava.

In quell’occasione mi fu suggerito, come spunto di riflessione per quando saremmo tornati a casa, di pensare a delle storie del mio vissuto che potevano essere raccontate da un cantastorie. Fu così che, pochi mesi dopo, nacquero i racconti raccolti in questo libro.

Da allora il canale della scrittura è rimasto aperto, mantenendo costante la modalità del processo creativo. C’è un momento, infatti, in cui sento che devo scrivere, anche se ancora non so bene cosa. Magari ho in mente una frase o un nome, ma quel bisogno di scrivere rimane con me finché non prendo carta e penna. A quel punto scrivo di getto, quasi senza pensare, per poi scoprire io per prima cosa è uscito.

Anche i racconti di Come una Farfalla sono nati in questo modo e oggi posso dire che sono grata a questo libro per avermi permesso di manifestare una qualità che non credevo di avere. Ringrazio anche tutte le persone che mi hanno stimolata in questo processo e ringrazio me stessa per aver avuto il coraggio di seguire l’istinto facendo a volte scelte totalmente irrazionali o scomode, ma che in seguito mi hanno portata a crescere e a integrare una parte di me.

La pubblicazione di Come una Farfalla e il sogno di Greppaldino hanno alle spalle alcune di queste scelte, eppure, se non avessi seguito il mio cuore, oggi non potrei dire che l’impensabile può diventare possibile.

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