Dice… “Ma tu che fai?”

Mi rendo conto che descrivere i miei trattamenti non è affatto semplice, anche perché a volte si tratta di esperienze così profonde e intense che sono difficilmente esprimibili a parole.

Posso dire che il punto di partenza è sempre lo stesso, ovvero appoggio le mani su quella parte del corpo che in quel momento richiede energia più delle altre. Da quel momento inizia un viaggio. In questo viaggio c’è sicuramente la possibilità di ascoltarci e di entrare in contatto con la nostra parte istintiva e con quella parte di noi che conosce le nostre paure, ma anche le nostre risposte. È un viaggio, infatti, che in qualche modo fa emergere le parti inconsce che sono dentro di noi e che per qualche motivo richiedono attenzione in quel momento.

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“Godere il silenzio” di Mauro Floriana Castellani (Nikon D/3100 f/11 T. 8sec. ISO 200)

Man mano che emergono queste parti, chi riceve il trattamento sceglie ogni volta se vuole affrontare quel disagio o meno, o fino a che punto. La bellezza di questo tipo di lavoro, infatti, è che è sempre il corpo e l’essere della persona che intervengono con la loro naturale intelligenza e sanno cosa è bene per noi. Non accade mai niente per cui non siamo pronti ed è sempre il corpo che sa cosa è meglio per lui in quel momento.

A volte, infatti, viene fuori che abbiamo un dolore per esempio al ginocchio su cui vogliamo intervenire, ma ciò che richiede più attenzione durante il trattamento, è un disagio in un’altra parte del corpo. La meraviglia è che spesso, lavorando su quella parte, va via o diminuisce anche il dolore al ginocchio. Sicuramente questi trattamenti mostrano come corpo, pensieri ed emozioni siano collegati e che non c’è separazione nemmeno nel corpo, perché appunto trattando i denti magari va via il dolore dietro la schiena. Non bisogna far altro che seguire le indicazioni che arrivano in quel momento. Infatti è sempre il corpo che “sceglie” quali sono i passaggi che è pronto ad affrontare e a lasciar andare ed è qualcosa, questa, che non si può prevedere prima o stabilire in qualche modo a tavolino: “Ecco, ora lavoriamo su ginocchio, spalle e braccia e poi succede questo”. NO. Si può solo dire cominciamo dal ginocchio e poi vediamo che succede. Anche perché ci sono dei dolori che possono essere causati da traumi molto grossi e complessi. Scioglierli in un colpo solo potrebbe essere devastante, se non siamo pronti. In questo caso, invece, è il corpo che SA cosa è bene per lui e quando è il momento di fermarsi. Arriva un momento, infatti, in cui si avverte chiaramente che il corpo non è disposto a ricevere altra energia e che per quel giorno va bene così.

Sicuramente se si è disposti a stare nel processo fino in fondo, questo tipo di lavoro può offrire una grande opportunità di trasformazione, perché quanto meno diventiamo consapevoli di quello che c’è dentro di noi. Un altro aspetto importante è che, in questo tipo di percorso, le parti che si lasciano andare poi non ci creano più problemi di disagio fisico o emotivo, proprio perché si lasciano andare e non vengono trattenute o bloccate.

Quello che faccio io è cercare di essere la miglior compagna di viaggio possibile, facendo in modo di creare tutto lo spazio possibile affinché l’altro possa essere libero di esprimersi secondo il suo sentire di quel momento. In più metto a disposizione tutta la mia esperienza e gli strumenti acquisiti in circa venti anni di cammino personale. Di sicuro, ci metto tutta la passione che ho per questo tipo di lavori.

Infine posso aggiungere che di solito chi riceve i trattamenti avverte una piacevole sensazione di benessere; alcuni, per esempio, scelgono di fare un trattamento per ricaricarsi quando si sentono molto stanchi o semplicemente per lasciarsi cullare in quello stato piacevole. In ogni caso, ogni viaggio è unico e può essere completamente diverso anche con la stessa persona. In fondo, ognuno di noi è unico e lo è in ogni istante.

Non mi resta che augurarvi “buon viaggio”.

1 commento
  1. Stefano
    Stefano dice:

    Io sono un ingegnere. Serenella è mia sorella. Ho sempre pensato che quello che faceva fossero stupidaggini.
    Però le voglio bene e pertanto mi sono lasciato usare come cavia.
    Con mio stupore i dolori dopo qualche giorno passavano. Un dolore al collo che durava da due anni. Un forte dolore alla schiena per il quale l’unica soluzione sarebbero state punture di antinfiammatorio. Ciò nonostante per me queste rimanevano cose utili, ma con i loro limiti. Almeno fino a ieri.
    Ieri pomeriggio è iniziato il mio tipico forte mal di testa. È una brutta bestia che conosco bene. Ho imparato a farmelo venire di rado, ma quando arriva per 12 ore è l’inferno, non c’è aulin, moment o pasticca che tenga. Sono costretto a letto per 12 ore con la testa pressata sul cuscino per alleviare il dolore, il vomito che continua anche quando ti rimane solo l’anima dentro e non ne puoi più.
    Ieri proprio quando dovevo tornare a Milano sento il mal di testa che arriva, lento, deciso, implacabile.
    Penso e adesso come faccio? Anche se prendo le pasticche non ce la faccio a guidare.
    Serenella mi propone un trattamento. Accetto perché non ho alternative. Mentre me lo fa penso a dove trovare una farmacia aperta, di Pasquetta in Umbria non è facile. Devo assolutamente partire.
    Serenella mi fa un lungo trattamento, anche allo stomaco. Problemi di digestione e di intossicazione. Finito il trattamento dormo un po’ sul divano, cerco di riprendere un po’ le forze. Dopo qualche ora mi sveglio. Stranamente stavo bene. Mi preparo e carico l’auto. Il mal di testa ritorna. Serenella mi fa un altro breve trattamento. Parto con un leggero malessere addosso, ma senza mal di testa. Dopo cinque ore di viaggio arrivo a Milano solo con un po’ di sonnolenza.
    La mattina dopo mi sveglio come se niente fosse accaduto.
    Grazie Serenella e scusami tanto per quando ti prendevo in giro.

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